Milano e la nebbia, quella che ti entra nelle ossa, quella che ti
entra nelle narici. La nebbia che ti fa perdere il senso del tempo. La nebbia che fa rimanere tutto uguale e che
rende le giornate di Milano interminabili. È tra i vicoli di questa Milano che
si aggirava Toni, giovane “Milanesotto” vivace e volenteroso…
Durante la vigilia di Natale, il cuoco di casa Sforza bruciò
malauguratamente il dolce preparato con il banchetto. Lo sguattero, un certo Toni, decise così di scarificare il suo panetto di lievito che
aveva tenuto da parte per il suo Natale. Lo lavorò a più riprese con farina,
uova, zucchero, uvetta e canditi, fino a ottenere un impasto soffice e molto
lievitato. Il risultato fu strepitoso: gli Sforza lo apprezzarono a tal punto
che decisero di chiamarlo, in suo onore, “pan de
Toni”, da cui
deriverebbe il termine “panettone”.
Non potevo non inaugurare il mio blog con un dolce della mia città!!!
Ed eccolo qui, dopo tre giorni di lavoro, passione e materie prime eccellenti, il mio soddisfacente lavoro!!!!





Ed era pure buonissimo oltre che bello.
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